Busana - Guida Turistica

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.: BUSANA
Busana è un comune di 1.352 abitanti della provincia di Reggio Emilia.
 E' uno dei cinque comuni del Parco del Gigante in cui è ubicata la Sede, cuore geografico di tutto l'alto Appennino reggiano. E' disposto lungo la Statale 63 del Cerreto (Via di Lunigiana), in collegamento diretto con Cinquecerri e Ligonchio attraverso la SP 18 (antica via di Garfagnana-passo di Pradarena) e con Ramiseto attraverso la SP 15 in località "Sparavalle". Confina a nord con il Comune di Ramiseto, a ovest con il Comune di Collagna, a sud con il Comune di Ligonchio e ad est con il Comune di Castelnovo ne' Monti e Villa Minozzo. Il territorio comunale di Busana è situato in una fascia altimetrica che va dai 500 m s.l.m del fiume secchia ai 1727 m del Monte Ventasso. Buona parte del territorio è compreso nel perimetro del Parco del Gigante. l nome del comune si fa risalire ai "Busii" che abitavano il territorio in epoca di conquista romana (da cui deriverebbe il patronimico Bucci ancora oggi molto diffuso in questa zona).
 Notizie attestate di una "Cappella de Busiana" compaiono nel 1070 in un elenco di beni affidati al Marchese Bonifacio di Canossa dalla Chiesa di Reggio. I Canossa fecero costruire un Castello (di cui resta solo la memoria) a dominio della Valle del Secchia, Castello di cui si impadronirono i Conti Dalli poco dopo il 1200 provenendo dalla Garfagnana. La proprietà dei Dalli fu legittimata soltanto nel 1442 dal Duca di Modena Lionello d’Este e continuò fino al 1577.
 Successivamente il territorio di Busana fu feudo del Marchese Galeazzo Gualenghi di Ferrara e poi dei Marchesi Zambeccari Zanchini di Bologna fino al periodo napoleonico. Dopo il 1815 ridivenne Comune autonomo, con giurisdizione anche sul collagnese e su parte del ramisetano, fino al 1859.
 Colpito duramente dal terremoto del 1920 il capoluogo, situato a 850 m. s.l.m., ha perduto in quella occasione le ultime vestigia del Castello, sui cui ruderi è stata costruita nel 1932 la Chiesa di S.Venanzio. Anche il Fortino della Sparavalle, fatto costruire da Francesco IV a presidio della nuova strada del Cerreto (1828/1843) è ormai ridotto ad un rudere. Busana conserva una interessante serie di mulini, attivi fino a qualche decennio fa, di cui si possono ricordare il Mulino Casanova (sulla strada per Ligonchio poco prima del Ponte sul Secchia), il Mulino del Chioso, il Mulino del Gorgone e il Mulino Mezzichello (tutti a Cervarezza), il Mulino del Rosto a Talada. Si tratta di testimonianze della raccolta e lavorazione delle castagne in un territorio che conserva ancora bellissimi castagneti. E’ ancora attiva la lavorazione del sughero per la produzione di tappi da bottiglia con la materia prima importata dalla Sardegna. Tra le borgate interessanti, oltre a Cervarezza centro termale e turistico rinomato, occorre ricordare Nismozza (Corte Manenti), Frassinedolo, Talada. A Busana ha la sede operativa il Parco Regionale del Gigante, che interessa tutto il crinale reggiano. Da ricordare ancora il Parco Flora di Cervarezza con le vicine Fonti termali di S. Lucia e l’Oratorio di S. Maria Maddalena, sulle pendici del Ventasso a 1500 metri di altitudine, che fu probabilmente un antico eremitaggio di donne e che è meta di un tradizionale pellegrinaggio alla fine del mese di luglio.
 Il territorio è ricco di boschi di carpino, cerro, roverella, e castagno, fino ad arrivare, più in alto, alle faggete e alle stazioni di conifere. Uno dei valori di maggior interesse è la presenza di fauna di pregio. Nelle prime ore del giorno si possono osservare caprioli che escono dalla boscaglia e si affacciano sulle radure per pascolare, gruppi di cinghiali, e tra i dirupi e le sassaie si può osservare la colonia di mufloni che da decenni è presente lungo le pendici del monte Ventasso. Anche il lupo è tornato in anni recenti a popolare questa parte dell'Appennino, sia pure per ora limitato a pochi esemplari. In tema geologico, da segnalare la sequenza che, dai gessi triassici della vallata del Secchia, arriva ai calcari ed alle arenarie del monte Ventasso. Il comune ha una rinomata tradizione turistica: vicino al paese di Cervarezza è presente uno stabilimento termale e viene prodotta una buona acqua minerale. Altra attività presente sul territorio è la lavorazione del sughero che deriva da una tradizione antica: importato dai pastori e dai boscaioli di ritorno dalla transumanza invernale in Maremma ed in Corsica veniva lavorato dalle famiglie durante l'estate.Le principali località sono : Cervarezza Terme, Nismozza,Talada e Marmoreto.